My world- 私の世界

...And so the lion fell in love with the lamb...

 

Me- 私

Etra, 18 anni un pò lottati un pò trascinati, amici veri che son davvero pochi e tante conoscenze di convenienza. Maschere per il pubblico: mi si guarda e sembro snob, mi si conosce e sembro alla mano e divertente, mi si entra dentro e sono la droga peggiore. Ascolto prima gli altri che me stessa, agire da egoista mi risulta difficile come respirare in acqua, eppure da ogni persona e situazione trovo sempre il tornaconto personale. Che mi si dipinga da sensibile o da opportunista, da divertente o da depressa, da snob o da dark, il succo non cambia. Io sono io. Io sono i miei pregi e ogni loro contrapposto. A voi la scelta di entrare o meno nel mio mondo.

 

Love- 愛

il gelato, l'inverno, l'autunno, le gazze ladre, il mare, i temporali, l'odore della pioggia che evapora, l'alba, la sincerità, l'inglese, disegnare, leggere, scrivere, guardare film, fare immersioni, stare sveglia tutta la notte, fare shopping, ricredermi sulle persone, imparare,
Lei,per il resto dei miei giorni.

 

Hate- 憎悪

Tutto ciò che non amo.

 

Books- 本

Angeli e Demoni (Dan Brown)
Il codice Da Vinci (Dan Brown)
La fata delle tenebre (Holly Black)
Pirate (Celia Rees)
Manuale del cattivo (Francesco Dimitri)
New Moon (Stephenye Meyer)
Atti di fede (Erich Segal)
Love story (Erich Segal)
Memnoch il diavolo (Anne Rice)
V.M.18 (Isabella Santacroce)
Il petalo cremisi e il bianco (Michel Faber)
Che Fine Ha Fatto Mr.Y (Scarlett Thomas)

Film- フィルム

La maledizione della prima luna (1,2,3)
Moulin Rouge
The Core
L'attimo fuggente
Imagine Me and You
Boys don't cry
Il conte di Montecristo
9 vite da donna
Sybil
Fight Club
Bang Bang Sei Morto
Master And Commander
Le quattro piume
Il mercante di Venezia
White Oleander
Il Castello errante di Howl
Domino
Stay
.

Wish- 願い

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Amare qualcuno con tutta me stessa

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giovedì, 09 luglio 2009 ♥ 00:00


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mi trovate su



 

 

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martedì, 23 giugno 2009 ♥ 23:46


Chiuso per diversi mesi, intanto la mia vita cambiava e prendeva un'altra piega.
Finito il quarto anno di liceo, mi attende a settembre l'ultimo anno prima del diploma, poi l'università.
Ancora una sottile indecisione tra Padova e Venezia, tra Teatro e Lingue Orientali. Propendo più per la seconda.
Le amicizie attorno a me continuano a dissolversi come nebbia, mi sembra di vederli e poi mi ritrovo sola in mezzo ad un campo di notte. Forse va bene così, forse mi basto da sola come è sempre stato.
Un'altra grande novità è stato il Suo trasferimento.
Ora Lei è parte della famiglia, e non so ancora dipingere la situazione.

Sento la necessità, ora che sono sotto così tante novità, di scrollarmi di dosso alcuni vestiti, ed indossarne di nuovi.
Motivo per il quale, pur lasciando aperto questo blog, che è il testimonio di anni difficili, ne aprirò un altro, che vedrà altre parti di me.

Grazie per chiunque mi abbia seguito in questi anni, spero di ritrovarvi anche nella mia nuova "casa".

D'ora in avanti, mi troverete su lunedramatique.splinder.com/

 

 

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Dio, chi?

sabato, 28 febbraio 2009 ♥ 00:38


Non voglio tirare in mezzo una questione religiosa, politica ed etica.
E' una semplice osservazione.

Credo d'essere giunta, dopo 18 anni di dubbi, ad un'idea di Dio che mi soddisfi.
E' un'essenza che non esiste ma c'è, come il Male. Non è personificato, non ha una volontà, è semplicemente quest'insieme di sensazioni e tensioni umane.
E' il frutto degli uomini e delle loro vite strettamente interconnesse, nonostante le distanze planetarie.
Il battito delle ali di una farfalla si dice possa scatenare un uragano dall'altra parte del mondo. Questo effetto domino gli uomini hanno deciso di chiamarlo "dio", solo perchè non sono riusciti a risalire alla prima casella.
Così ne hanno inventata una che può tutto, in modo da chiamare in causa lei ogni volta che le risposte non arrivano.
La casella X.
Solo che Ics ha troppe consonanti, è un suono sgradevole.
Dio è più musicale.
Ed è anche un'idea più bellina. Se ti succede qualcosa di bello dici "grazie dio!" ed è come se più o meno tu avessi ringraziato quella casella prima dalla quale sono poi scaturite le centinaia di altre caselle che hanno portato quel lieto evento sino a te.


Insomma:
sono gay, grazie Ratzinger!

Hahaha. >_>
 

 

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Maybe somewhere...

mercoledì, 18 febbraio 2009 ♥ 21:54


Ennesima parabola tramandata di madre in figlia: gli amici veri li conti sulle dita di una mano.
Oscillo tra la totale insensibilità all'argomento e la reazione isterica.
Ho avuto l'orrenda abitudine di avere amiche con cui prima o poi finivo a letto, "ovviamente" (si fa per dire) non appena il rapporto sessuale o sentimentale che fosse finiva, anche loro sparivano. Le compagne di classe sono sempre state dei tappabuchi occasionali con le quali trovavo il modo di rendere leggermente più piacevole l'anno scolastico; nulla che andasse mai oltre le 5 ore mattutine.
Durante questi anni di liceo, con l'uso anche di internet, sono riuscita a trovare persone con cui mi sono davvero trovata bene e con le quali ho addirittura pensato d'aver instaurato una solida e duratura amicizia. Ma evidentemente non avevo fatto i conti con la realtà.
Ora, qualcuno mi spiega perchè appena una si fidanza si dimentica del mondo intero? Ok che è innamorata, è in love, ha gli occhialini rosa e chi più ne ha più ne metta, ma da qui a dimenticarsi di chi si è comunque sempre fatto due coglioni così per starle vicino, ne passa di acqua sotto i ponti.
Da qui a sostituirti completamente, ne passa di acqua sotto i ponti.
Non so nemmeno se sia giusto rientrare nella categoria "gelosia" perchè non è quello il punto, non lo è affatto. Si tratta di rispetto, cosa che totalmente manca. Con tutte. Tutte.
E' una sfortuna che le mie relazioni saffiche abbiano preso davvero piede in questa fase di vita, dove cerco stabilità in tutti i tipi di relazioni. Sto facendo una fatica incredibile per non associare la totale superficialità alle lesbiche.
Non sono sovrapponibili.
Non sono sovrapponibili.

Magari se continuo a ripetermelo me ne convinco.
 

 

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sabato, 07 febbraio 2009 ♥ 20:56


Se gli sento dire un solo altro commento razzista gli lancio un bicchiere addosso.

"L'Italia sta oltrepassando quel confine che separa la legge dalla PERSECUZIONE"


99 Posse- Spara

Quando il sole del mattino spunta e nasce un nuovo giorno
pieno di vecchi problemi e vuoi levarteli di torno
quando il traffico t'inchioda in un ingorgo bloccato
quando vedi un immigrato
quando pensi a come vive le sue storie di merda
quando ne senti la puzza e non vorresti sentirla
quando prima di ogni cosa vuoi levartelo di torno
e poca importa se quei soldi sono un po' anche di suo nonno
quando tu non sei razzista ma non sei nemmeno Dio
quando non è colpa loro ma anche loro porco Dio
allora spara bastardo dai sparagli addosso
tanto domani sono morti lo stesso
dai, sparagli addosso ammazzali tutti
dai, noi siamo i belli, loro son brutti
dai, loro son brutti ma brutti davvero
poi spara anche me, sono uno di loro
e tu
spara
sono un arabo e tu
spara
ho sbagliato a nascere
spara
sono un immigrato e tu
spara
sono povero e tu

Quando il sole del mattino spunta e nasce un nuovo giorno
pieno di vecchi problemi e vuoi levarteli di torno
quando contro lo stato vuoi che tutto sia privato
quando muore un ammalato
quando muore un operaio perché è senza protezione
quando i morti di fame se ne contano a milioni
quando la camorra ammazza meno gente del lavoro
mentre tu povero stronzo piangi ancora Aldo Moro

quando anche un bambino sa quanta gente morirà
quand’o cazz nunn’è o tuoio e nunn’e vuoi sentì e parlà
allora spara bastardo, dai, sparagli addosso
tanto domani sono morti lo stesso
dai, sparagli addosso, ammazzali tutti
dai, noi siamo i belli, loro son brutti
dai, loro so brutti ma brutti davvero
poi, spara anche me sono uno di loro e tu
spara
sono un arabo e tu
spara
ho sbagliato a nascere
spara
sono un immigrato e tu
spara
sono povero e tu

Quando il sole del mattino spunta e nasce un nuovo giorno
pieno di vecchi problemi e vuoi levarteli di torno
quando il vento che ti spinge cambia verso e soffia contro
quando ti chiedono il conto
quando per una ragione che non ti è dato capire
tutti i tuoi bei punti fermi vanno a farsi benedire
quando tutta una vita hai dato tutto e chiesto zero
illudendoti che il mondo si conquista col lavoro
quando ti credevi re
quando ti scopri pedina
quando sei sacrificato per salvare la regina
allora spara coraggio, dai, sparati addosso
tanto tra un attimo sei morto lo stesso
dai sparati addosso

nessuno è perfetto
dai, prima eri bello mo ti sei fatto brutto
dai, quanto sei brutto ma brutto davvero
non sei meglio di me
benvenuto nel coro
e tu
spara
sono un arabo e tu
spara
ho sbagliato a nascere
spara
sono un immigrato e tu
spara
sono povero e tu

spara

spara

spara
sono un immigrato e tu
spara
sono povero e tu

 

 

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I Cazzari

mercoledì, 04 febbraio 2009 ♥ 20:17


Mi chiedo perchè le generazioni siano sempre convinte di essere migliori delle passate, nonchè delle future.
Milioni di persone che guardano sorridendo ai propri genitori, deridendoli per i loro costumi ormai in disuso per il tempo, e nel frattempo con scetticismo si rivolgono ai nuovi arrivati, credendo fermamente nel fatto che nella vita, loro, certamente non combineranno nulla.
Il 900 senza ombra di dubbio è stato un secolo difficile, e chi c'è passato di certo ha dovuto farsi crescere i cazzi e controcazzi, ma arrivare a denigrare totalmente chi è arrivato dopo mi sembra un poco eccessivo.
Ed è un atteggiamento che prima o poi assumono TUTTI. Chi è vissuto creando rivoluzioni sulle quali i tempi di oggi si fondano, riesce ad essere comunque scettico e diffidente verso noi che sfigati come siamo, non siamo nati per farci valere.
Siamo quelli che pensano soltanto alla morosa o al moroso, che si vestono in modo strano, che siamo superficiali, che non ce ne frega nulla del mondo, che non abbiamo capito nulla di quello che ci sta attorno, che non abbiamo valori morali solidi.
Da esseri inutili quali ci dipingono, mi chiedo: che valore ha la nostra vita? Abbiamo il diritto di vivere solo perchè siamo vivi? O perchè dobbiamo prima o poi renderci utili al sistema? Cosa ne dovremmo fare noi di questo mondo?

"Mi preoccupo per il mio futuro perchè sarete VOI ad occuparvi di me da vecchia"

Cos'abbiamo capito noi del 2000? Abbiamo capito in quale tassello ci stiamo immettendo? Quali sono le esigenze di questo millennio, quali sono gli sprechi da evitare, e le nuove risorse da sfruttare? Abbiamo inteso in che modo sono caduti i valori fondamentali come la famiglia sotto un giogo oppressante e bigotto? Quello che studiamo a scuola ci permette di non commettere gli stessi errori fatti in passato, o ci aiuteranno soltanto a ripeterli con risultati più disastrosi?
Siamo capaci di amare in modo più libero di 30 anni fa?

Le generazioni passate sono orgogliose del loro cammino. Hanno visto e fatto le rivoluzioni del '68, e diamine, quella si che è stata una gioventù che si è fatta valere. Hanno vissuto la Seconda Guerra Mondiale, quella precedente la Prima, quella ancora precedente ha visto la fine di un secolo e l'inizio di uno nuovo.
Quella del '68 è stata forse l'ultima generazione che ha potuto fare qualcosa a "mani nude", perchè ormai con l'avvento delle tecnologie non serve più sporcarsi le mani. Possiamo rivoluzionare il mondo con un click, e probabilmente senza rendercene conto lo stiamo già facendo.

Ma sono proprio quelle generazioni "eroiche" che ora guardano con diffidenza noi che figli del 2000 sembra non siamo capaci nemmeno di allacciarci le scarpe.

Abbiamo assistito al crollo delle Twin Tower, la guerra in Iraq, Kosovo, l'elezione di Obama, e altri centinaia di fatti che fra 50 anni verranno studiati a scuola, e ci saranno nuove orde di bambini che sbufferanno all'idea di impararle.
Ma noi le abbiamo viste, e smettendola con questo noi (non voglio mettere in bocca mie parole ad altri, semplicemente era un noi "generazione nuova"), mi son sembrati eventi incredibilmente distanti.
Le Grandi Guerre e le rivoluzioni di 50 anni fa son state fatte praticamente in casa, tutti gli avvenimenti che hanno caratterizzato la storia dagli anni '90 in poi invece sono sempre sembrati incredibilmente piccoli dentro lo schermo della tv, almeno per chi come me è stato dall'altra parte del mondo.
E la pietà di certo non basta per avere anche solo il diritto di dire "ba" su qualsiasi catastrofe odierna.
Ma non possiamo metterci mano.

Abbiamo un mondo che si sta esaurendo, delle nazioni in continua lotta, una crisi economica a dir poco sconcertante....ed è questa l'eredità che quelle fantastiche generazioni ci stanno lasciando.
Hanno arricchito i loro Stati a suon di bombe, di stragi, di smantellamenti della natura, di odio, di rivalità ed avidità. Hanno festeggiato i loro risultati sputando sulle conseguenze che avremmo subito noi.
E ora che è il nostro turno, bisogna che l'ingresso in società sia ben festeggiato dallo stendardo "La Generazione Nullafacente".
Bella merda.

Che la storia si ripete si sa, e come è sempre stato, c'è molto da dire contro la generazione che è appena passata. Ma si può evitare l'ipocrisia di accusare quella dopo? Di salvarsi il culo in corner puntando il dito su chi poverino c'è stato messo di forza in una situazione di merda?

Ah, e vaffanculo.

"Siamo i figli di mezzo della storia, non abbiamo né uno scopo né un posto. Non abbiamo la grande guerra né la grande depressione. La nostra grande guerra è quella spirituale, la nostra grande depressione è la nostra vita.
Siamo cresciuti con la televisione che ci ha convinto che un giorno saremmo diventati miliardari, miti del cinema, rock stars. Ma non è così. E lentamente lo stiamo imparando. E ne abbiamo veramente le palle piene."

 

 

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Cheatin' on me

martedì, 27 gennaio 2009 ♥ 19:15


Sinceramente per me il blog funge non solo da diario, ma anche da terapeuta. Nonostante le numerose accuse rivolte verso molti, che i blog spingono i ragazzi a diventare vittimisti, per me è uno dei pochissimi (se non l'unico) posti dove posso scrivere quello che davvero penso, quello che accumulo per settimane senza sentirmi poi biasimata o giudicata. Il luogo comune della confidenza allo sconosciuto.
E forse per ritrovare la voglia di scrivere mi serviva qualcuno che mi facesse sentire di volermi leggere. Del resto, se così non fosse, potrei tranquillamente continuare a riempire le pagine del mio diario, senza scomodarmi a scavare un pò di più dentro me stessa anche digitando dei tasti su una tastiera.
Ma internet è un mare con un grosso foro nel centro, che risucchia ciò che c'è sul fondo. Immagine triste, ma mi sembra proprio un grosso lavandino (per non citare tutti gli altri sanitari che utilizzano un foro con risucchio), dove meno ti fai vedere, e meno ti vogliono vedere. Meno ti fai sentire, e più vieni trascinato verso il canale di scolo. Sta poi alla volontà di ognuno decidere a che altezza dell'acqua restare, una scelta totalmente individuale. Non ci sono amici che ti abbracciano, ti prendono per mano e fanno la strada insieme a te. Ci son solo milioni di persone che tentano di stare a galla scalciandoti con i piedi la testa per tenerti più a fondo di loro.
E' per questo che amo internet, è brutale ed egoista. E anche se spesso mi dà una gran tristezza, dall'altro lato mi sento molto meglio quando mi rendo conto che son stata costretta a prendere l'iniziativa e fare qualcosa per me, come ritagliarmi nuovamente un pò di spazio per scrivere.

Mi rendo conto che a volte riaffiorano Frammenti che avevo tenuto in basso, sfuggiti alla cernita fatta mesi fa, e che sinceramente ho vergogna a tirar fuori, perchè sembrerebbe quasi malato il mio desiderio di tirar fuori dalla mia testa tutto quello che ho accumulato per anni. Il mio desiderio di riunire in un filo continuo la mia storia.
Il vittimismo di cui parlavo sopra.
Ma "fortunatamente" una delle tante che si dicono su di me è che faccio sempre di testa mia.

Quindi perchè non riconoscere come madre della mia ossessione per il tradimento quel singolo episodio?
Certamente Lei non lo ricorda, perchè non mi vide. Io invece ce l'ho inciso sotto le mie palpebre. Non riesco a ricordare momenti precedenti a quello in cui mi sentii così, perciò con ogni probabilità la risposta è che quella sera ha segnato l'inizio di quella che giorno dopo giorno sarebbe diventata una polvere che avrebbe ricoperto ogni cosa della mia vita, dalla scelta delle amicizie e a quella dei partner.
Conoscevo da pochissimo quel piccolo "angioletto" col codino biondo, quindi occhio e croce è avvenuto verso fine settembre ed inizio ottobre. I miei erano appena tornati a casa, avevano posteggiato l'auto nel grande giardino che la casa a due piani (un appartamento per piano) e io non ricordo per quale motivo ero rimasta in auto. Forse volevo andare da Lei per passare un pò di tempo insieme prima di dover andare a dormire. Non ricordo la temperatura, gli unici particolari che riconosco ancora erano il buio tipico delle campagne e la luna piena, chiarissima.
Scesi dall'auto e mi incamminai verso la porta del piano di sotto, attenta a non inciampare sui mattoni da giardino spaccati dalle radici degli alberi. Una caduta lì e mi sarei dovuta far ricostruire il viso.
Non ci volle molto prima che riuscissi a scorgere con nitidezza l'interno della sua camera, la cui finestra dava proprio sul giardino. Le voci al suo interno erano attutite e distanti, il chiasso degli animali notturni mi stordiva le orecchie.
Dentro trovai Lei con la sua migliore amica del tempo. Il pantaloncino che aveva addosso la prima volta che la vidi, l'aveva preso uguale insieme a lei. Erano del tipo amiche-gemelle4ever.
Mi vien da ridere, avevo 7 anni e odiavo la sua migliore amica.
Quando le vidi insieme nella stanza che giocavano rimasi non so perchè delusa. Forse mi aspettavo che lei volesse vedermi, o qualsiasi altra fantasia che può passare nella mente di un'infante in un momento simile. Le guardavo saltare sui letti e rincorrersi ridendo e io non riuscivo a fare altro che stare immersa nel buio del giardino, immobile, a fissarle. Ero rimasta rapita da Lei; il modo in cui rideva, le gambe che scattavano non appena l'amica s'avvicinava per prenderla, le urla quando schivava un cuscino e lo rilanciava indietro.
Erano tutte le cose che io asmatica non potevo fare, e quello era il sorriso che Lei non mi aveva mai rivolto (e non mi avrebbe rivolto mai). In quel preciso istante provai la fitta più acuta di gelosia che ricordi.
Dopo qualche minuto rimasta imbambolata mi rivolsi verso la scala che raggiungeva la porta d'entrata della mia casa, e  mi accorsi solo quando a metà rampa mi fermai a guardare la luna, che avevo un attacco d'asma coi fiocchi. I miei polmoni di colpo avevano deciso d'abbracciarsi, e io fischiavo come una cucciolata di gatti appena nati.
La cosa che però tuttora mi lascia perplessa, è che impiegai il triplo del tempo necessario per entrare di nuovo in casa. Sembrava sperassi che Lei mi sentisse e mi venisse incontro dimenticandosi della sua ospite. Rimasi lì a fissare la luna e stringere la ringhiera per tenermi "sveglia" mentre contraevo i muscoli del collo nello sforzo di far entrare aria. Quando le dita iniziarono a solleticarmi mi convinsi a bussare alla porta, e lì mi venne davvero il terrore di cadere svenuta per terra.
Una volta entrata, dopo la cura d'aerosol mi dovetti beccare anche la strigliata di mia madre che mi rimproverava d'esser rimasta fuori da sola e d'essermi fatta anche venire l'asma.
Era come aver ricevuto oltre al danno anche la beffa.

Quando ero ancora all'asilo, mi piaceva tantissimo una bambina. Si chiamava Eleonora ed era carinissima, adoravo tutto quello che faceva. Nell'ora di pranzo, bambini e bambine facevano a gara per sederle vicino, perchè era anche simpatica e aveva bei giocattoli. Io finivo sempre col sedermi vicino ad una che raccontava solo barzellette di Pierino.
Fu un traguardo per me quando Eleonora mi chiese di sedermi vicino a lei. Ero raggiante! Ma come i migliori film drammatici, in quelle scene al rallentatore, proprio mentre mi avvicinavo al posto libero accanto a lei, un'altra bambina (la figlia dell'ex migliore amica di mia madre) mi spinse via per poi sedersi vicino a lei. Ovviamente non fui contenta della cosa e risposi nell'unico modo che sapevo fare al tempo, dimostrando il mio disappunto: piansi. E nell'unico modo in cui sapevano fare al tempo, dimostrando che non gliene fotteva niente, tutti risero, compresa Eleonora.
Dall'asilo in avanti, io mutai profondamente, smettendola di piangere (nessuno è più riuscito a farmi versare una sola lacrima a scuola, nemmeno alle elementari con tutti gli insulti che ricevevo) e inorgogliendomi ogni volta che qualcuno preferiva un altro a me. Qualche volta combattevo, e Vincevo. Qualche volta facevo finta che non me ne fregava niente, e alla fine mi convincevo che era davvero così.

Con Lei questi atteggiamenti furono esaltati a livelli spaventosi. Dovevo ogni giorno avere a che fare con 4, 5, 6 ragazzine infatuate da lei e dalla sua figura che tentavano di conquistare quella maledettissima sediolina vicina a lei a pranzo. E combattevo, e facevo finta che non m'interessava.
E va avanti da 10 anni.
L'orgoglio e la competizione, l'autostima...tutto dipendeva da chi avrebbe scelto per pranzo.
Quella sera, quando ho dovuto fare immediatamente i conti con cosa non avrei mai potuto fare con lei, mi sono spinta a cercare altre vie per costruire qualcosa di speciale, qualcosa che non faceva con nessun'altra. Tuttora ho seri dubbi sui risultati.
In compenso dai 14 anni fino ad ora (e probabilmente farò lo stesso anche in futuro) sono sempre stata attenta a scegliere persone come lei, che mi spingessero a voler conquistare quel posticino alla mensa.
A volte mi è capitato di conquistarlo davvero, ed ecco che le persone non mi piacevano più, e passavo ad un livello più difficile.
Sono quei traumi che è difficile risolvere, perchè ti devi scontrare faccia a faccia con la causa di tutto. E mettendo in preventivo che non ho intenzione di risalire i miei contatti fino all'asilo, non posso nemmeno affrontare Lei che non ha nemmeno mai saputo che sono stata innamorata per 7 anni.
Lui, che ho inseguito per 4 anni, era praticamente dello stesso carattere.
Magari voglio proprio non raggiungerli, trovando sempre nuovi modi per volermi bene e dimostrarmi che ce la faccio, invece che rapportarmi con un partner che magari ha semplicemente dei gusti di merda.


Morale della favola?  
Dovevo semplicemente spingere la testa della stronzetta che mi ha tolto il posto all'asilo nel piatto di spaghetti al sugo.

 

 

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18 ANNI.

sabato, 17 gennaio 2009 ♥ 20:05


Non sono io che sono cambiata.
E' il mondo che è cambiato nei miei riguardi.

 

 

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mercoledì, 31 dicembre 2008 ♥ 03:01


Dovrei fare un resoconto di questo 2008?
Propositi per il nuovo anno alle porte?

Non sono granchè abituata a confrontare i miei obiettivi iniziali con i risultati ottenuti alla fine, ma forse ogni tanto è bene farlo.

Si sta concludendo quello che, almeno per me, non è stato propriamente un anno facile.
Anzi.

Rammento d'aver ripetuto nella mia testa fino all'esaurimento quest'estate "a settembre sicuramente andrà meglio, non si può andare peggio di così", ed effettivamente avevo ragione.
O magari era semplicemente una questione di volontà, e sono riuscita a vedere le cose da un altro punto di vista.



All'inizio del 2008, ciò che più volevo era smettere di sentirmi così soffocata, ed esser capace di respirare aria pulita, nuova.
E ce l'ho fatta.

Volevo che lei restasse con me, che potessi aiutarla e portarla via da lì.
Per metà ce l'ho fatta, l'altra metà la si esaudirà a metà 2009.

Volevo darmi seriamente da fare con gli studi.
Ce l'ho fatta.

Volevo sentirmi, sfruttarmi e ascoltare il mio corpo sommerso dallo stress.
Poche volte mi son sentita così viva come in questi ultimi mesi.

Volevo che le persone che amavo restassero per guardare come mi impegnavo per migliorare.
Purtroppo questo è rimasto un proposito vuoto.


Nel 2008 ho perso persone che credevo mi sarebbero rimaste accanto per molto tempo ancora, e ho dovuto fare i conti con la loro assenza.
Ho messo le basi dalle quali partirò nel 2009, e ho provato a renderle il più solide possibili.
Ho imparato giorno dopo giorno a volermi più bene.
Si conclude perciò con un bilancio positivo dopotutto.

Per il 2009 avrei così tanti desideri da riempire una pagina. Avrò 18 anni, e mi si aprirà un mondo.
Sceglierò le persone con le quali condividerò questo passo per me importante.
Per coloro che saranno lontani da me volenti e/o nolenti, auguro un buon anno, e spero che daranno il loro massimo.


A voi che mi leggete forse dagli inizi, forse da pochissimo tempo, forse solo per questa volta, buon anno.





p.s. buon anniversario more


 

 

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13 Reasons Why

domenica, 30 novembre 2008 ♥ 23:29


E quel libro mi risucchiava come un vortice.
Posso sentirmi dire all'infinito che sono troppo teatrale, che somatizzo troppo, che ingigantisco tutto. Eppure certe volte diventa quasi offensivo, perchè in quel libro stavo ritrovando quel passato che qualche post fa cercavo di metabolizzare.
Perchè io tracciavo le linee e le connessioni della mia storia scrivendo, e la protagonista del libro registrando cassette.
Io ho provato l'ennesimo volta pagina della mia breve vita, la protagonista del libro ha messo fine alla sua.

E' solo un libro.
Ispirato da un fatto stupido, che quasi ne cancella la bellezza, perchè fa davvero capire quanto sia nato dal nulla. Quanto tutto quel mondo non esista.

Eppure c'era qualcosa che mi è suonato nostalgico. Quante volte ci ho pensato.
Quante volte ho pensato in quei pochi mesi d'estate di 2 anni fa, al terrore che Tu lo facessi davvero, e decidessi che la mia presenza non era un passatempo abbastanza coinvolgente da spingerti a rimanere.

Perchè io ho giocato col fuoco, e anche lei.
Ciò che ci distingue è che lei quel passo l'ha fatto. Io no.
Ma se io togliessi quell'unica cosa che ci differenzia - chiamiamola X -, cos'accadrebbe?
Diventerei lei?

No. Sarei lei.


E avevo bisogno nelle ultime pagine proprio di quel rumore. Di quel respiro che ero tanto abituata ad ascoltare quando la matassa enorme che avevo dentro si traduceva solo in silenzio, e Tu non mi costringevi mai a parlare.
Avevo bisogno di sentire ancora, per un attimo, quel legame.

Poi lei si è uccisa.
Io ho chiuso il libro.




 

 

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